Ortigia è l'isola che costituisce la parte più antica della città di Siracusa  rappresentandone la rispettiva circoscrizione, la nona ed ultima sul territorio cittadino. Il suo nome deriverebbe dal greco antico ortyx (ὄρτυξ) che significa "quaglia". L'isola è stata da sempre il cuore della città, lo testimonia il fatto che sin dall'età del bronzo antico fosse abitata. Ortigia in epoca greca fu, soprattutto inizialmente, il centro politico e religioso della città; lo dimostra il fatto che nell'isola venne edificata la via sacra(la quale attualmente ricade nell'asse urbano della via Dione e del secondo tratto della via Roma), ovvero quella via che conteneva importanti templi degli dei, come l'Artemision e l'Athenaion (attuale Duomo di Siracusa).

durante l'assedio dei romani nel 212. a.C., Ortigia divenne l'ultimo quartiere di Siracusa a cadere in mano di Roma. Durante l'assedio il suo porto fu di fondamentale importanza per le sorti delle battaglie, perché era da lì che Cartagine, alleatasi con Siracusa, le mandava i rifornimenti di cibo, dunque i viveri e le forze necessarie per resistere all'assedio.

 

Ortigia in epoca medievale divenne sempre più centrale, dato che la popolazione siracusana a seguito delle grandi guerre (la fine dell'Impero Romano d'Occidente; la conquista dei franchi e dei vandali) diminuì fino a ridursi per la quasi totalità nell'abitato dell'isola di Ortigia, spopolando i restanti quartieri.

L'isola venne fortificata ulteriormente, affrontò le vicende bizantine di Siracusa, quando la città fu nominata "Capitale

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